Note sul DCC

Da Modellini Ferroviari Wiki.



Il Digital Command Control (DCC) è un protocollo per il controllo di locomotive su percorsi di modelli ferroviari che permette a una o più locomotive di muoversi indipendentemente sulla stessa sezione di binario.


Come funziona il DCC


Il DCC usa una corrente alternata per portare potenza e trasmettere dati, mentre i sistemi tradizionali usano la corrente continua per trasmettere la potenza. La forma d'onda è rettangolare e viene ottenuta invertendo la polarità del segnale. La lunghezza temporale del periodo indica se il messaggio trasportato è uno zero o un uno. L'uno è rappresentato da un periodo breve (nominalmente 58µs per mezzo periodo) mentre lo zero è rappresentato da un periodo (nominalmente 100µs per mezzo periodo). Un esempio di pacchetto DCC.

Ogni locomotiva è equipaggiata con un decoder DCC che riceve i segnali dal binario e fornisce potenza al motore elettrico e a tutte le luci della locomotiva modello e, in alcuni casi, anche ad altre funzioni aggiuntive come ganci, generatori di fumo e generatori di suoni. Mentre il DCC è solo uno dei protocolli utilizzabili per il controllo dei treni modello, spesso è male interpretato come un termine generico per questi sistemi.

Nel DCC la combinazione di una stazione di controllo ed un booster generano sia la potenza che i messaggi indirizzati al decoder sul binario usando un protocollo dove la modulazione della potenza codifica i bit del messaggio. Un decoder fisso (detto decoder funzioni) può essere collegato ai binari in un determinato punto per permettere il controllo di scambi e luci.

Un grosso vantaggio del DCC rispetto ai tradizionali sistemi in corrente continua è la semplificazione dei cablaggi richiesta per operare più di una locomotiva contemporaneamente su di un plastico.


Interfacce DCC sulle locomotive predisposte


Le locomotive possono essere forniti di serie di un'interfaccia per il decoder rendendo così veloce la loro conversione da analogico a digitale. Le specifiche dell'interfaccia sono contenute all'interno delle norme NEM 650, 651, 652, 653, 654 e 658 (cfr. [1]

Schema PIN decoder.jpg

Riepilogo delle interfacce DCC attualmente utilizzate

Ogni norma NEM descrive un'interfaccia specifica.

Nem650.jpg

Colore fili.jpg


NEM 651 - Interfaccia elettrica Versione Piccola (S) (6 poli)


Nem651.jpg

Quest'interfaccia viene di solito utilizzate in macchine con spazio a bordo ridotto e/o modelli in scala N


NEM 652 - Interfaccia elettrica Versione Media a doppia fila (M/a) (8 poli)


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NEM 653 - Interfaccia elettrica Versione Media a singola fila (M/b)(9 poli)


Nem653.jpg

  • Utilizzata più frequentemente nei modelli prodotti da ditte americane (Walthers, Genesis etc.)

NEM 654 - Interfaccia elettrica Versione Grande (L) (4 poli)


Nem654.jpg

  • Questo tipo di interfaccia non prevede collegamenti per le luci ma solo per la trazione


21 poli MTC


21pinlogo.png

Come il connettore NEM 651, anche questo connettore non prevede cablaggio tra locomotiva e decoder in quanto decoder e connettore fanno parte dello stesso PCB, garantendo sia la connessione elettrica che meccanica. Di conseguenza, i produttori di modelli che intendono usare questa presa sulle locomotive devono obbligatoriamente predisporre lo spazio per il decoder .

21pin dim.jpg

21pin.jpg


NEM 658 - Connettore PluX8/16/22


Questa famiglia di connettori, nel documento NRMA RP 9.1.1, viene descritto come un alternativa all'MTC21.

Nella norma NEM 658 (in tedesco) viene aggiunta anche la variante PluX12.

Come il connettore MTC21, anche questo non prevede che vi siano cavi di cablaggio tra locomotiva e decoder. Il decoder stesso monta direttamente sul PCB il connettore in modo tale che possa sia garantire la connessione elettrica che una solida connessione meccanica. Mentre il 21MTC è un conettore di tipo femmina, i PluX sono connettori maschi. Questa differenza ci consente di distinguere facilmente un connettore MTC21 da un Plux22. Anche il PluX obbliga i produttori di modelli che intendono usare questa tipologia di presa a predisporre lo spazio per il decoder. Lo spazio disponibile varia in base al formato del PluX scelto dall'azienda produttrice tra questi quattro: PluX8,Plux12,PluX16,PluX22 con vari pin disponibili e conseguente diversa dimensione del decoder.

Plux.jpg

Plux2.jpg




Collegamenti e fonti esterne:

Norme NMRA sul DCC

RACCOLTA NORME NEM - Dicembre 2005